Situato nell’antico Vicinato di S. Croce, il palazzo fu edificato nella seconda del XVIII secolo su committenza dell’abate Giuseppe Nicola Carbone. Nell’Ottocento divenne dimora della nobile famiglia Martini, che si vuole di origine brindisina. Nel 1891 il senatore Tommaso Martini, privo di discendenza maschile, dispose per testamento di lasciare tutta la sua eredità al primogenito dei suoi nipoti a patto ques’ultimo che anteponesse il cognome e lo stemma dei Martini a quello proprio. L’erede fu Giuseppe, figlio di Gennaro Carissimo, patrizio beneventano, e di Mariannina Martini.
Lo stesso Gennaro nel 1933, per effetto di una permuta, cedette palazzo Martini al Comune di Oria in cambio del castello normanno-svevo. Sulla facciata dell’edificio, rimasto sede municipale fino agli anni Ottanta, campeggia ancora lo stemma civico di Oria con l’emblema del fascio littorio “raschiato” subito dopo la caduta del regime. Attualmente è sede dell’Info Point Regionale e del Museo Archeologico e dei Messapi MAM.
L’INFO POINT
La Regione Puglia, attraverso l’Agenzia Regionale del Turismo Pugliapromozione, promuove accordi con i Comuni, finalizzati all’istituzioni di uffici Info Point Turistici della rete regionale, garantendo l’immagine coordinata e l’adeguamento degli standard di qualità.
L’Info Point si occupa di fornire informazioni generali, mappe, depliant, brochure e organizzare iniziative culturali nell’ottica della valorizzazione e promozione di Oria e della Regione Puglia.
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IL MUSEO ARCHEOLOGICO E DEI MESSAPI MAM
Il Museo Archeologico e dei Messapi MAM è organizzato in 10 sale che contengono più di 350 reperti provenienti tutti dalle aree archeologiche di Oria e che offrono un quadro completo della civiltà messapica e della storia dell’antica città di Hyria di cui un plastico, ospitato nella sala centrale, ne ricostruisce lo spazio e la disposizione dei principali edifici.
Un’ampia sezione è dedicata ai depositi votivi e alle terrecotte figurate provenienti dal Santuario di Monte Papalucio, importantissima area di culto frequentata in età arcaica e ellenistica e dedicata alle divinità Demetra e Persefone.
Di particolare ricchezza sono anche i corredi funerari di personaggi di rango elevato, il cui ruolo di guerrieri è attestato dalla presenza di elmi e cinturioni.
Due sale sono dedicate alla donna e l’infanzia con manufatti rinvenuti in diverse aree di Oria, mentre nell’ultima sala sono esposti i ritrovamenti dell’Area Archeologica S.Pasculli, divenuta in seguito core zone della Via Appia come Bene Unesco e che attesta poi il passaggio all’età romana.
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